Deinfluencer vs Influencer: la nuova frontiera del marketing?

Il fenomeno del “deinfluencing” ha preso piede in modo esplosivo, mettendo in discussione le raccomandazioni degli influencer e sollevando interrogativi sulla veridicità dei consigli dispensati. Nel contesto del “marketing dell’influenza,” questa tendenza sta guadagnando terreno, specialmente su piattaforme come TikTok, con oltre 400 milioni di visualizzazioni. I giovani utenti, non solo in Italia ma in tutto il mondo, stanno sempre più interrogando le indicazioni degli influencer, mettendo in discussione il loro ruolo dominante e influenzando le nuove strategie di marketing.

Spirito critico in ascesa

Le critiche agli influencer non sono nuove, ma negli ultimi mesi hanno ottenuto un nuovo slancio. La loro crescente presenza, talvolta privi di sincerità e realismo, ha contribuito a una confusione nel panorama dei prodotti e delle offerte. La storia di Aitana López, un’influencer spagnola generata artificialmente, evidenzia la necessità di discernimento di questo mondo.

Normative e regolamentazioni

La Commissione Europea ha recentemente lanciato la “Influencer Legal Hub,” una piattaforma che fornisce informazioni legali per tutte le parti coinvolte nel marketing dell’influenza. Questa iniziativa mira a garantire una maggiore trasparenza e responsabilità nel settore della pubblicità digitale.

Il richiamo alla realità da parte di un’ex-influencer

Federica Micoli, digital strategist e consulente commerciale, nel suo libro “Confessioni di un’influencer pentita,” svela il lato oscuro di questo mondo. Descrive come questo ambiente possa diventare una prigione, costringendo gli influencer a mostrare un’immagine di felicità e perfezione, a discapito della loro libertà e autenticità.

Dati interessanti sull’investimento nel marketing dell’influenza

Secondo dati pubblicati da UPA-Utenti Pubblicità Associati, gli investimenti pubblicitari nel marketing dell’influenza raggiungeranno i 323 milioni di euro quest’anno, con un aumento del 10% rispetto al 2022. Il 90% delle aziende intervistate utilizza influencer marketing, evidenziando la crescente importanza di questi creator nel panorama pubblicitario.

Deinfluencer: la contro-tendenza

Il deinfluencer si presenta come una persona che critica e smaschera la falsità nel mondo degli influencer. L’obiettivo è ridurre l’influenza e l’ipnotismo esercitati dagli influencer, promuovendo un approccio più critico e responsabile ai consumi.

Dal consigliare allo sconsigliare

La parola d’ordine sta passando da “consigliare” a “sconsigliare.” I deinfluencer, sia personaggi famosi che persone comuni senza una grande base di follower, si pongono come paladini dell’onestà e della trasparenza. Questo nuovo approccio mira a incoraggiare un consumo critico e responsabile, evitando gli sprechi e frenando lo shopping compulsivo.

L’evolvere del consumatore

I giovani consumatori, nonostante la loro fase di apprendimento, stanno diventando sempre più consapevoli del mercato e dei prodotti. La forte persuasione delle strategie commerciali non garantisce più un totale asservimento; al contrario, promuove critiche e dubbi.

La fine dell’idolatria degli influencer?

L’idolatria nei confronti degli influencer sta vacillando. I consumatori non vogliono più essere semplici spettatori passivi, ma desiderano essere protagonisti e esprimere le proprie opinioni. L’approccio eccessivamente commerciale e imprenditoriale rischia di perdere credibilità, portando a una necessità di riposizionamento delle strategie di marketing.

Leggi anche...
Le Fonti TV – Marketing
I più recenti
Nasce Sbam, l’agenzia creativa di Jakala basata sulla “radical simplicity”
Quanto investire nel digital marketing? Guida per start up e aziende
Nuova partnership Sky e Warner Bros. Discovery in vista delle Olimpiadi di Parigi 2024
Alphabet sonda HubSpot con un’offerta potenziale di 35 miliardi di dollari

Newsletter

Iscriviti ora per rimanere aggiornato su tutti i temi inerenti l’ambito marketing.